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Viaggio anti-dumping di Macron nell’Est

Il presidente francese Emmanuel Macron si trova in questo momento in visita in Europa centrale e orientale, visita iniziata il 23 agosto che riaccende la polemica tra Est e Ovest sul dumping sociale degli autisti. Nel primo giorno di viaggio, il presidente francese ha incontrato il cancelliere austriaco Christian Kern e i primi ministri della Repubblica Ceca e della Slovacchia, Bohuslav Sobotka e Robert Fico. Oggi e domani sarà in Romania e Bulgaria. Non raggiungerà invece la Polonia e Bulgaria, in quanto questi due Paesi hanno accusato il presidente di voler dividere il Gruppo di Visegrad, ossia l’alleanza tra i Paesi orientali.

Il primo ministro polacco Beata Szyllo, nel luglio scorso, dichiarò che i quattro Paesi che hanno aderito all’intesa di Visegrad avrebbero concordato un atteggiamento comune verso il distacco internazionale dei lavoratori, al fine di contrastare le politiche anti-dumping dei Paesi occidentali, soprattutto Francia e Germania. I francesi invece, intendono porre la questione sul tavolo nella prossima riunione dei ministri del Lavoro europei del 23 ottobre, in quanto vogliono una riforma delle regole comunitarie sul distacco internazionale.

I Paesi occidentali sono determinati nel risolvere il tema del distacco internazionale degli autotrasportatori. Essi stanno applicando norme per contrastare il dumping sociale degli autisti, o il divieto del riposo settimanale lungo in cabina, o l’obbligo di dichiarare la presenza degli autisti stranieri nei trasporti internazionali o nel cabotaggio stradale imporre loro il salario minimo.

Tutte norme contestate dai Paesi dell’Est, definendole “protezionistiche”. Ne sono un esempio gli autotrasportatori rumeni e bulgari che hanno annunciato proteste contro la vista di Macron nel loro Paese. Persino il responsabile dell’associazione rumena Untrr, Radu Dinescu, ha accusato di “neo-protezionismo” le politiche occidentali. Così, l’associazione ha chiesto al Governo rumeno di “difendere gli interessi degli autotrasportatori rumeni” durante la visita di Macron.

La Untrr rumena scrive: “ricordiamo che il presidente francese Emmanuel Macron è l’autore della Legge Macron, una legge protezionista con la quale la Francia impone il pagamento del salario minimo francese e misure amministrative che penalizzano i vettori rumeni e dell’Est con lo scopo di escluderli dal mercato francese ed europeo dell’autotrasporto internazionale“. Questa associazione chiede l’esclusione degli autisti che svolgono trasporto internazionale dalle regole comunitarie sul distacco dei lavoratori, poiché l’autotrasporto è un’attività basata sulla mobilità.

La Untrr spiega che per quanto riguarda il salario, gli autisti rumeni che svolgono trasporti internazionali sono ben pagati, ricevendo uno stipendio compreso tra i 1.800 e 2.000 euro al mese, superiore del 98% dei lavoratori rumeni, da ciò che dicono le statistiche. Con tale considerazione, l’associazione ritiene infondate le accuse di dumping sociale, aggiungendo che gli introiti ricavati dalle imprese di autotrasporto rumene sono il 30-35% inferiori a quelli delle aziende francesi.

L’associazione cita anche lo studio della Commission Nationale Routière, secondo cui un’azienda di autotrasporto francese non può operare con tariffe inferiori a 1,25 euro al chilometro e che quindi è pagata generalmente 1,50 euro al chilometro, mentre un’impresa rumena è pagata per lo stesso servizio un euro al chilometro. L’associazione scrive che “nella maggior parte dei casi, i clienti pagano 1,5 euro al chilometro ai trasportatori o spedizionieri francesi e questi ultimi pagano ai sub-vettori rumeni un euro al chilometro. Sull’utile ottenuto da questa intermediazione le imprese francesi pagano le imposte in Francia”.

In poche parole, “se la Francia vuole applicare il principio dello stesso pagamento per lo stesso lavoro nello stesso posto, allora le imprese rumene devono beneficiare in ugual misura di tale principio, applicando la regola delle stesse tariffe per lo stesso servizio nello stesso posto, applicando quindi i costi di riferimento del CNR”, aggiunge la Untrr. “Solamente ottenendo la stessa tariffa (superiore) per un autotrasporto internazionale in Francia un trasportatore rumeno può coprire i costi salariali francesi (superiori) e quelli amministrativi supplementari generati dal rispetto della legge Macron”, spiega l’associazione.

Altro tema che la Untrr chiede al presidente di affrontare con Macron è il divieto di riposo settimanale lungo in cabina, che secondo l’associazione è contraria alle disposizioni del regolamento 561/2006 sui tempi di guida degli autisti. Unatrr sostiene che la Legge francese sia un’interpretazione nazionale protezionista di questo Regolamento. Oltretutto accusano la Francia di imporre agli autisti di dormire in albergo, in quanto in Francia e nell’Unione Europea, secondo loro, mancano aree di sosta sicure per  i veicoli e per il loro carico.